Un gruppo improvviso

Il 25 novembre, dopo aver appreso la notizia che la trasmissione radiofonica di cui evito il nome ha curato una (ennesima) intervista con persona con aspetti xenofobici e neofascisti, ho inserito il loro numero di Whatsapp in un gruppo “improvviso ma non improvvisato”, ed ho pure inserito quasi tutti i contatti che mi era possibile ricavare dal mio smartphone (numeri pubblici e privati, di esponenti politici, radio, forze dell’ordine, vecchi amici,..).

Due antefatti: – ho iniziato a contattare quella trasmissione radiofonica circa un mese prima su questioni anche relative a xenofobia e migranti; – il giorno prima (24 novembre) ho avuto una conversazione non piacevole con un’agenzia informativa sedicente Cattolica che ha dimostrato caratteri xenofobici (la stessa che ha pubblicato velate offese al Pontefice tempo addietro).

Mi chiedo: ma com’è possibile che nel volgere di pochi mesi si arrivi a tanto degrado e malcostume da portare determinate realtà in TV e radio, mentre non è possibile dare una risposta semplice ad un cittadino che parla di sensibilità per rifugiati e migranti ?

Com’è possibile che alcuni amici mi abbiano chiesto “in che mondo vivi?”.    Il mio mondo è una realtà fondata anche su una legislazione che si distacca e vuole impedire rischi di aspetti nazifascisti; una realtà che accettava le sfide e i rischi della democrazia e dell’ incontro multiculturale.

È possibile che agenzie informative, Cattoliche e non, possano usare indifferenza a propri “utenti” dietro le quinte?                      È possibile che partiti politici possano non rispondere per molte settimane o possano diffamare uno o due cittadini singoli, mentre loro restano attori di una scena che ascolta praticamente dei VIP ?

Quei VIP detentori di un qualche potere mediatico sono gli stessi che ci chiedono donazioni o finanziamenti (movimenti politici, agenzie informative,..), a volte per ragioni “etiche” che sono compromesse proprio in quelle loro possibilità di essere indifferenti a centinaia di migliaia di migranti dalle Americhe all’Africa; e possono essere indifferenti ad appelli di noialtri cittadini meno noti.

Per quanto mi riguarda posso chiedere scusa del disturbo ai cittadini inseriti nel gruppo WhatsApp “improvviso ma non improvvisato”. Ma non penso affatto di non interpellare i cittadini in modi più adeguati, non penso di ritirarmi dal denunciare chi parla liberamente in TV e radio di “sostituzione etnica” o “negazionismo della Shoah” mentre il cittadino meno noto debba restare beffato e silenziato anche se ha caratteri democratici, dialoganti e multiculturali – vale a dire in linea con la storia e l’ordinamento giuridico (a prescindere da me) -.

Se lo merito non temo democratiche denunce: temo rinunce alla democrazia, spietatezza, insensibilità, silenzi e mancate risposte..  Io temo il lancio di sassi e bottiglie rotte contro cittadini inermi, le marce verso presidi umanitari della Croce Rossa Italiana, le devastanti chiacchiere prive di argomenti sensati..

Mirko Salotti – ex candidato difensore civico Amm.ne Prov.le Lucca.

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Informazioni su traccedipolitica

Diplomato come assistente di comunità infantili (1995), sono stato candidato formalmente come difensore civico provinciale per Lucca (1996). Sono stato iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia ed a quella di Giurisprudenza dell'Università "La Sapienza" di Pisa senza raggiungere titoli accademici. Ho frequentato ISSR "Beato Niccolo Stenone" a Pisa (2003-2006) raggiungendo i requisiti culturali per insegnamento di Religione come supplente. Ho co-fondato l'associazionismo informale per diritti del fanciullo del Coordinamento nazionale Child Audition (2015). E-mail personale: [email protected]

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