Un appello per vigilare su informazioni che si dicano Cattoliche

Su un periodico di informazione d’ispirazione Cattolica è comparsa recentemente la notizia di espressioni del Santo Padre Giovanni Paolo II riferite ad una “invasione” dell’Europa (attribuite al periodo di pubblicazione del Catechismo, del 1992).

Questo articolo usciva proprio quando avevo già fatto appello a vigilare sulle fonti di informazione e per l’adesione al Papa, una Fede che è un carattere del Cattolicesimo.    Riguardo alle frasi allarmanti, si potrebbe vedere l’ultimo Messaggio annuale del Santo Padre Giovanni Paolo II per la giornata mondiale delle Migrazioni – che ha come tema l’ integrazione – [ tutti i suoi Messaggi per tale giornata sono visualizzabili in https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/messages/migration.index.html ].

Ed allora ecco la necessità di usare grande attenzione nelle informazioni, perché anche possibili fini positivi e informativi non giustificano mezzi amorali – quali insistere su determinate posizioni -.

Il contenuto di alcune agenzie Informative che si dicono Cattoliche può giungere persino ad insulti al Capo della Chiesa Cattolica; mentre la superficialità fa tralasciare realtà importanti – ad es. nel “discorso di Regensburg” (Ratisbona) di Benedetto XVI del 2006, sono chiare le posizioni NON Islamofobiche : lo stesso Pontefice citerà anche la dichiarazione [ http://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/card-bertone/2006/documents/rc_seg-st_20060916_dichiarazione_it.html ], volta a chiarire possibili equivoci di quello stesso settembre del 2006 .

Ed ecco che il Pontefice attuale, Papa Francesco, ha parlato di chiacchiere come di bombe ed azioni distruttive (ad es. il 12 marzo del 2017): a mio parere le stesse divulgazioni hanno concezioni ora superficiali ora spregiudicate, a cui si aggiungono i “silenzi” delle mancate risposte (come appunto chi getta una bomba e scappa).

Oggi più che mai ci troviamo di fronte alle criticità della diffusione di “fake news” e dell’ “hate speech”: per questo motivo l’appello a vigilare su ciò che si scrive e sulle fonti di informazione diviene fondamentale soprattutto per agenzie che si chiamano Cattoliche.

Ricordo che entro la deontologia giornalistica esistono particolari realtà storiche, elaborate a beneficio dei cittadini – ad es. la “carta di Trieste” per usare un linguaggio adeguato in relazione al disagio psichico – : ritengo che anche le agenzie che si dicano Cattoliche dovrebbero rivedere varie posizioni, e continuare a dirsi tali se rispettano determinate verità, anche certamente a beneficio dei fedeli che le leggono o le ascoltano.

Pertanto il mio appello, iniziato in modo più chiaro il 21 novembre u.s., continuerà soprattutto nel proseguire a chiedere possibilità di dialogo.

Mirko Salotti

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Informazioni su traccedipolitica

Diplomato come assistente di comunità infantili (1995), sono stato candidato formalmente come difensore civico provinciale per Lucca (1996). Sono stato iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia ed a quella di Giurisprudenza dell'Università "La Sapienza" di Pisa senza raggiungere titoli accademici. Ho frequentato ISSR "Beato Niccolo Stenone" a Pisa (2003-2006) raggiungendo i requisiti culturali per insegnamento di Religione come supplente. Ho co-fondato l'associazionismo informale per diritti del fanciullo del Coordinamento nazionale Child Audition (2015). E-mail personale: [email protected]

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